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ultimo aggiornamento - 10/06/2017
«RESTITUIRE» UN TERRITORIO RINNOVATO

Se guardiamo al paesaggio del Nord Est notiamo una presenza diffusa di edifici destinati all’attivitą produttiva, spesso contigui alle aree residenziali o commerciali, in un insieme che puņ apparire talvolta disarmonico, frutto di una crescita spontanea e poco governata. Molti hanno denunciato come la crescita economica che questo territorio ha conosciuto dagli anni Sessanta del secolo scorso, abbia avuto l’effetto di cambiare irrimediabilmente un paesaggio prima improntato prevalentemente su un’economia agricola e quindi, diciamolo pure, esteticamente pił compiuto. Si dimentica, in questo richiamo nostalgico, la povertą economica e sociale di allora, che provocava emigrazione e disgregazione sociale delle comunitą.

Aldilą delle nostalgie, riteniamo opportuno guardare alla complessitą che ogni paesaggio racchiude, dove si stratificano lavoro, culture, persone e memorie. Quel contesto di fabbrica, e residenza, diffuse, su cui ora siamo perplessi, ha rappresentato l’esito di una stagione di impegno ed entusiasmo, che ha consentito a tutti di rimanere nel proprio luogo di origine, lavorare e formarsi una famiglia, dare vita a nuovo sviluppo. Mantenendo anche quella coesione sociale che l’emigrazione stava lacerando. Ma la recente crisi e la trasformazione dell’economia hanno accentuato i fenomeni di abbandono di impianti a destinazione produttiva o commerciale, con degrado estetico e perdita di continuitą nel territorio. Abbiamo una parte consistente del nostro patrimonio edilizio che risulta inutilizzata, consumando suolo e senza essere pił voląno di crescita, cosģ com’era stato in passato.

Come Associazioni di rappresentanza imprenditoriale riteniamo sia prioritario un impegno, condiviso con le Istituzioni, l’Universitą, gli operatori economici e finanziari, i professionisti, e tutte le forze sociali, per superare il momento della denuncia di questa situazione e arrivare a proporre soluzioni praticabili, e nuove regole, adatte a quest’area e alle sue caratteristiche di piccola proprietą diffusa.
Ne parliamo in un incontro il 6 ottobre a Treviso, all’interno di un contesto gią industriale, l’ex Pagnossin, oggi rivitalizzato dalla Zanardo Logistica. La nostra ambizione č portare, nelle imprese come nelle Amministrazioni Comunali, una nuova cultura di utilizzo del territorio per il recupero delle aree e dei capannoni, che per effetto della crisi, ma anche di nuove esigenze produttive risultano dismesse.

Le proposte che saranno discusse in quella sede puntano ad orientare verso un uso/riuso razionale del territorio, coerente con obiettivi di sostenibilitą e recupero ambientale, garantendo la massima flessibilitą nelle destinazioni d’uso, la reale funzionalitą dei crediti edilizi e di adeguati strumenti di incentivazione. E crediamo occorra ipotizzare anche la demolizione dei capannoni degradati e il “trasferimento” della volumetria demolita in altri luoghi.

Nell’analisi occorre cogliere non solo i difetti, ma anche le opportunitą della situazione presente con l’obiettivo di guardare avanti, alle nuove domande e funzioni che possono consentire a questi spazi di rivivere, con l’insediamento di nuove attivitą, nuovi servizi, nuove iniziative imprenditoriali, come quelle dell'Industria 4.0 o del neo-artigianato digitale, sempre pił compatibili con funzioni residenziali, culturali, ricreative. Provare, quindi, a immaginare e a costruire come sarą il territorio e l’economia dei prossimi vent’anni.

Č un progetto associativo pluriennale che proponiamo quale componente attiva e consapevole della comunitą in cui viviamo e che ha visto crescere il formidabile sistema imprenditoriale rappresentato nelle Confindustrie di Padova e Treviso. Uno sviluppo che vogliamo assicurare anche per il futuro, per mantenere competitivitą e benessere, e opportunitą di crescita umana e professionale per le giovani generazioni, per non tornare a un passato di emigrazione e spopolamento di cui non abbiamo alcuna nostalgia.


Maria Cristina Piovesana
Presidente Unindustria Treviso
Massimo Finco
Presidente Confindustria Padova